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Il Napoli col cuore e la sciabola vince la gara più ostica : 1-0 a Bergamo

Vittoria importantissima del Napoli a Bergamo, con gol del figliol prodigo Mertens, che a ora di pranzo ci delizia sempre con le sue perle, che consente agli azzurri di restare in testa alla classifica nella giornata più temuta, con gli avversari con un turno sulla carta facile contro il non trascendentale Genoa di quest’anno, rimasti illusi nella speranza del sorpasso.

Una partita sentitissima non solo per la classifica, ma per i tabù che il Napoli era chiamato a sfatare : gara a ora di pranzo, l’ostile Bergamo, il falso mito Gasperini, la statistica che ci vedeva (e ci vede) imbattuti in trasferta da 23 gare (20 vittorie e 3 pari).

Tra l’altro gli azzurri dovevano fare a meno del Capitano dall’inizio (causa febbre settimanale) e a noi tifosi è toccata anche la telecronaca di Caressa e Bergomi (saltata a piè pari, con audio stadio).

Una vittoria ottenuta col cuore, con la grinta, con la determinazione, con una condizione mentale e una consapevolezza ben presente già nella settimana precedente al match e prima della gara, da vincere  combattendo, su un campo pieno di zolle, che sapevamo difficile e sul quale era impensabile imporci solo col gioco.

Il Napoli ha mostrato una cattiveria agonistica e una gran voglia di prendersi i 3 punti, aldilà di ogni ostacolo e ogni difficoltà, ambientale e di campo, e ci è riuscito , grazie a una prestazione difensiva ai limiti della perfezione, di squadra, oltre che della linea difensiva.

Il pressing dei tre piccoletti, l’ardore agonistico di Allan, i ripiegamenti di Piotr (che si è impegnato, nonostante una gara non esaltante dal punto di vista della costruzione), le preziose chiusure di Jorginho.

Prova di gran sostanza dei terzini azzurri, con Mario Rui in crescita costante, e col solito Koulibaly, diga invalcabile, coadiuvato dall’onnipresente Albiol.

L’Atalanta mai pericolosa, anzi una volta con San Reina che si guadagna l’applauso a scena a perta, e con qualche traversone ben controllato dalla difesa azzurra, che non si è distratta nemmeno sui calci da fermo, con Sarri che, ben consapevole della pericolosità suii corner degli avversari, avrà allenato molto la difesa su questo aspetto.

Un primo tempo equilibrato, con l’Atalanta che come sempre è stata costretta a spendere notevoli energie per alzare il pressing, raddoppiare e chiudere le linee di passaggio agli azzurri, che, pur giocando con determinazione, non riuscivano a trovare la giocata vincente, con il tridente offensivo poco pericoloso e pungente.

Il tridente e i 3 di centrocampo più stretti del solito, per disinnescare la tattica avversaria, con Gasperini che ci ha sempre raddoppiato sulle fasce con gli esterni di centrocampo e a turno i due esterni del tridente difensivo ad allargarsi, per poi stringersi ad imbuto sull’attaccante centrale.

Callejon e Insigne più vicini a Mertens, Piotr e Allan più vicini a Jorginho, arrivare in porta non solo col fraseggio per il cambio di gioco da sinistra, ma anche lanci e palle filtranti centrali per sorprendere gliavversari, e in una di queste il Napoli riusciva a sbloccarla nella ripresa.

Poi linee strette, difesa attenta, coltello tra i denti, cambi tattici difensivi azzeccati e ficcanti azioni di rimessa, nelle quali gli azzurri sono andati in rete (con Hamsik, regolare, ma annullato) e vicino al raddoppio in altre 2-4 occasioni, le più clamorose con Hamsik e Rog, che fallivano 2 reti clamorose.

In sofferenza sino alla fine, più per i gol sbagliati, che per la pericolosità degli avversari, ma alla fine felicissimi e vincenti.

Una di quelle vittorie che ti sollevano il morale, che accrescono autostima e convinzione, da cui ripartire senza mollare nulla.

Il Napoli resta in testa : la Juve col Genoa, facile sulla carta, per restare in scia, si allontanano ulteriormente Roma e Inter che si dividono la posta nello scontro diretto, sempre bene la Lazio, che supera entrambe, almeno sulla carta (c’è il recupero con l’Udinese in settimana all’Olimpico).

Alla fine il Napoli vince di misura, snaturandosi un pò : i dati del match vedono gli azzurri con un possesso minimo (51-49), con una precisione non eccelsa (causa avversario e condizioni del campo), ma comunque buona (82%….contro il nostro 88 stagionale).

Mario Rui veramente bravo, con 105 palloni giocati (più di tutti), Albiol il più preciso (94%), con Jorginho, che gioca una gara splendida soprattutto in fase difensiva.

Difesa bunker, con soli 13 reti, migliore della A e terza in Europa dopo Barca e Atl Madrid (entrambe con 9 reti subite in Liga), il che ci consente ormai di vincere anche con un gol solo (accadeva raramente negli anni passati, quando agli azzurri ce ne volevano 3 per venire a capo di quasi tutte le gare).

Il Napoli resta primo anche per possesso (59,8%), precisione passaggi (88,7%), tiri a partita (17,8), tiri in porta a gara (7,2), ma anche per palle perse, dove è ultimo (11,2).

In attesa della gara della Juve, ci prepariamo alla prossima col Bologna al San Paolo e con i rivali a Verona con l’ostico Chievo, meno di questi tempi, visto che non vince da 8 giornate, con soli 2 pareggi e 5 sconfitte nelle ultime 7, risucchiato in zona relativamente pericolosa.

#FNS

 

 
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