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Giovedì Granada in EL, tutto sui nostri avversari

Granada è stato il mio ultimo viaggio pre-Covid, novembre 2019, città universitaria, piena di giovani e ricca di storia e cultura, ai piedi della Sierra Nevada, gran caldo d’estate e gran freddo d’inverno, dominata dall’ Alhambra (nome anche della famosa birra di Granada), favoloso e panoramico complesso di derivazione araba (Granada è stata sotto dominazione araba, come l’Andalusia), roccaforte e residenza reale, con giardini di straordinaria bellezza.

Il complesso è adiacente ad un’altra costruzione storica, il Generalife, villa del sultano, che si estende sino alle montagne.

LO STADIO

Lo Stadio Nuevo de Los Carmenes, aperto e senza copertura, è stato costruito proprio sotto la Sierra Nevada, con una capienza di poco più di 22.000 spettatori, è la casa del Granada, che dal 2019 è di nuovo in Liga ed è stata la sorpresa delle ultime 2 stagioni, arrivando a battere il Barcellona e piazzandosi al 7° posto, utile alla qualificazione in Europa League.

STORIA

Il Granada nasce il 6 aprile 1931 con il nome “Recreativo Granada” e inizia a giocare nelle serie Regionali andaluse, passando in poco tempo in Tercera e poi in Segunda Divisiòn.

Dopo 7 campionati e la Guerra Civile giunge in Primera (l’alttuale Liga) negli anni 40 e dopo 12 stagioni di Segunda ci torna nel 56-57, raggiungendo la finale di Coppa di Spagna (l’attuale Copa del Rey, allora chiamata Copa del Generalismo) nel 58-59 , sconfitta 4-1 dal Barcellona al Santiago Bernabeu, sede della finale.

Poi un periodo di sali e scendi tra Primera e Segunda, tant’è che il Granada veniva chiamato l’”Equipo Ascensòr”.

Il perido d’ora tra il 1968 e il 1980, in cui restò per 8 anni consecutivi nella massima serie, ottenendo il risultato migliore della storia, 6° posto con la nomea di “ammazzagrandi”(sconfisse Real, Barca e il Bilbao).

Da allora e sino al 2008 solo serie minori (addirittura retrocessione in Tercera), sino all’avvento dei Pozzo nel 2009, con la promozione in 2 anni in Liga e la sua permanenza sino al 2014, anno in cui i Pozzo hanno ceduto la proprietà al gruppo cinese Desports.

Nel 2019 torna in Liga e arriva al 7° posto.

ATTUALITA’

E’ ora all’8° posto in classifica, nonostante il dispendioso impegno nelle Coppe, il che dimostra che la squadra è quadrata e resta sul pezzo, nonostante i gravosi impegni.

E’ appena uscita dalla Coppa del Re, battuta ai supplementari dal Barcellona, dopo essere stata in vantaggio per 2-0 e farsi rimontare sul 2-2.

In un momento di forma non esaltante, non vince da 6 gare e nelle ultime 10 ne ha vinte solo 2, contro le modeste Osasuna e Valencia.

In Campionato ha 30 punti, frutto di 8 vittorie e 6 pareggi, con ben 9 sconfitte all’attivo.

I gol segnati sono 27 in 23 gare, quelli subiti un pò troppi, 38 (ma ben 10 in sole 2 gare, pesanti sconfitte con Atl Madrid 6-1 e Barcellona 4-0).

IL CAMMINO EUROPEO

Il Granada è arrivato ai 16esimi di finale, costruendo la qualificazione in trasferta, sin dai preliminari, in cui è stato costretto a superare ben 3 turni in gara unica,  prima di approdare alla Fase a Gironi.

Ha fatto fuori facilmente in trasferta prima gli albanesi del Teuta (4-0), poi i georgiani della Lokomotive Tblisi (2-0) e infine gli svedesi del Malmoe (3-1, anche stavolta in trasferta).

Nel Girone, non impossibile, ha superato il PSV (vincendo 2-1 a Eindhoven e perdendo 0-1 in casa) e i greci del Paok (doppio 0-0) nonchè il più abbordabile Omonia (doppia vittoria 2-0 e 2-1), assicurandosi ben 11 punti sui 18 disponibili.

L’ALLENATORE e lo SCHEMA di GIOCO

L’allenatore è Diego Martinez Pena, giovane, 40 anni, nato nel Siviglia (vice allenatore e poi allenatore della squadra B del Siviglia), ha mosso i primi passi in Liga come guida tecnica dell’Osasuna, al Granada dal 2018.

Lo schema prediletto è il 4-2-3-1, ma anche a causa di assenze e infortuni non è immodificabile, trasformato spesso in 4-1-4-1 e 4-3-3, ricorrendo nel caso anche alla difesa a 3.

LA ROSA

Ha un valore medio di 111 MILIONI, mix di giocatori esperti e più giovani, con alcuni elementi discreti.

Portieri

Il titolare è il gigante (1,91) portoghese Rui Silva, ex Nacional, al Granada dal 2017.

La riserva lo spagnolo Escandell (25 anni), con 6 presenze stagionali.

Terzini

I titolari sono Foulquier a destra, 27 anni, acquistato dai Pozzo dal Rennes (per 2,5M) e prestato prima allo Strasburgo, poi al Watford e poi al Getafe, arcigno in marcatura e buona corsa, ma non tecnicamente eccelso. Neva a sinistra, molto bravo tatticamente, ma non un fulmine sulla fascia, preso appena 20 enne dal Marbella nel 2017.

Le riserve

CENTRALI difensivi

I titolari che si alternano sono 3 (raramente nella difesa a 4 hanno giocato insieme)

- Domingos Duarte , 25 anni , portoghese, stazza notevole (1,92), forte di testa, non tecnicamente eccelso, quanto basta per un difensore, più posizione che marcatura. Preso per 3M dallo Sporting Lisbona a luglio del 2019, nato calcisticamente tra Estoril e Sporting, prestato al Chaves e al La Coruna prima del trasferimento al Granada.

- German Sanchez, il più esperto, 34 anni, preso dal Tenerife nel 2017, difensore arcigno e forte di testa, tecnicamente un pò ruvido, ma molto concreto e spesso falloso (11 ammonizioni stagionali). Pericoloso sui piazzati, con 3 gol all’attivo in questa stagione.

- Jesus Vallejo 24 anni, in prestito per il secondo anno consecutivo dal Real Madrid, che in precedenza lo aveva mandato in prestito ai Wolves e al Francoforte. Non la sua migliore stagione, con sole 12 presenze da titolare.

Il quarto centrale è Nehuen Perez, argentino, 20 anni, in prestito dall’Atletico Madrid, che lo ha lasciato prima all’Argentiso Jrs, dove lo ha acquistato appena 18enne per 2 M e poi prestato al famalicao lo scorso anno.

CENTROCAMPO

Spesso a 2 (si alternano Herrera, Gonalons, Eteki, Montoro e Milla), ma nel 4-1-4-1 è Gonalons a mettersi avanti alla difesa con ai lati 2 mezzeali (di solito Herrera e Milla).

Gonalons, arrivato a 31 anni, lo conosciamo a menadito e non esalta.

Sicuramente gli altri hanno un potenziale maggiore, su tutti Yangel Herrera, 23 anni in prestito dal 2019 dal Manchester City, centrocampista con spiccate doti difensive e da interditore, sempre pronto alla battaglia e ad aiutare la squadra.

Luis Milla, 26 anni, preso in estate dal Tenerife, sta dando un buon contributo alla causa, con discreto rendimento.

Yan Eteki, 23 anni camerunense con passaporto spagnolo, viene dall’Almeria (nasce calcisticamente nel Siviglia), solo 7 presenze da titolare, gran dinamismo e piedi non proprio fatati.

Angel Montoro, 32 anni, esperienza e concretezza, ma sarà  assente per infortunio.

ATTACCO

Gli esterni offensivi sono 3 , tutti abbastanza bravi, Machis, Puertas e Kenedy.

Puertas, 28 anni, gioca prevalentemente da esterno offensivo a destra, non prolifico in zona gol, ma autore di 7 assist stagionali (se il Granada ha cercato più volte Callejon ci sarà un motivo).

Kenedy , 25 anni, esterno di sinistra è arrivato in prestito dal Chelsea, dopo le sue avventure con Getafe e Newcastle (con Rafa) in prestito. Chi è avvezzo al calcio internazionale lo conosce bene, discrete qualità tecniche , dribbling e buon creatore di palle gol, pericoloso e da tenere d’occhio, anche se non sempre sul pezzo. 6 reti e 4 assist in stagione.

Machis , 28 anni, esperto trequartista e esterno offensivo, preso dall’Udinese nel 2019, anche lui in orbita Pozzo, eclettico e pericoloso, 5 gol e 3 assist stagionali.

Altr , ala destra è Alberto Soro, aletta di 21 anni, mai titolare in Liga quest’anno, da subentrato però 2 reti e 5 assist.

Le punte sono 3 e 2 sono attualmente fuori per infortunio

Il “vecchietto” Soldado (35), che conosciamo molto bene è fuori almeno per la gara di andata e ha come alternativa non certo un giovincello, quel Molina (38 anni) che è diventato idolo a Getafe (formava con Mata la coppia d’attacco di Bordalàs).

I due non perdono il vizio del gol 9 Molina e 7 Soldado per ora, ma non sono certo incontenibili, anche se sempre pericolosissimi in area di rigore.

Il terzo attaccante è Luis Suarez, 24 anni, colombiano con passaporto spagnolo, preso anche lui dal Watford per 7 MILIONI, ma è infortunato.

Insomma, il Granada non è una squadra per cui ti brillano gli occhi, ma ha grande spirito battagliero e buona organizzazione di gioco e soprattutto non molla mai.

Sicuamente alla portata del miglior Napoli, ma siccome il miglior Napoli non ci sarà, quella col Granada sarà sicuramente una doppia sfida equilibrata e sofferta.

Al campo spetterà il giudizio definitivo.

#FNS

 

 
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1 Comment  comments 

One Response

  1. Bellissimo articolo, completo ed esaustivo.
    Il Napoli ce la può fare malgrado le tante assenze, servirà una gara attenta e puntigliosa senza sbavature e sfruttare bene spazi ed occasioni.
    FNS

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