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Finisce con un rocambolesco 3-3 a Firenze un anno emozionante

Il Napoli non riesce ad ottenere la 5^ vittoria consecutiva, impattando 3-3 a Firenze in una gara rocambolesca ed emozionante, senza esclusione di colpi e di colpi di scena, e chiude l’anno (un anno ricco di soddisfazioni e con qualche dolore) al 3° posto in classifica e negli ottavi di Champions, con un futuro prossimo con rosee prospettive.

Reti di Insigne, Mertens, e Gabbiadini su rigore nel recupero.

Dedicherò un articolo approfondito all’annata azzurra, eccezionale e ricca di record, soffermandomi qui sulla partita di ieri.

Una gara per niente facile, nonostante l’entusiasmo diffuso nella immediata vigilia, scaturente dall’ottimo periodo degli azzurri, con le 4 vittorie spettacolari e fondamentali ottenute nel mese di dicembre, un periodo ricco di soddisfazioni per il gruppo e per i tifosi, che è seguito ad un periodo grigio, durato circa 2 mesi (nonostante un mese di novembre da imbattuti).

Dal 29 ottobre che il Napoli non conosce sconfitte, anche se nelle ultime 10 ci sono stati ben 5 pareggi tra campionato (3 su cui ci sarebbe abbastanza da recriminare) e Champions (2 pari, se vogliamo anche positivi). Poi 5 vittorie molto importanti, alcune spettacolari e decisive.

Sarri, orfano degli infortunati Milik e Koulibaly, schiera l’11 migliore attualmente, con Chiriches di nuovo al centro della difesa (lui gli dà maggiori garanzie e capiremo bene il perchè in questa gara di Firenze), Diawara per Jorginho (per dare continuità all’alternanza tra i 2 e aggiungere un pò di fisicità) e conferma di Zielinski, in gran periodo e al quale appare difficile pensare di rinunciare.

Tridente piccolo in avanti (ci mancherebbe), con Manolo, tra l’altro, influenzato durante la settimana.

Paulo Sousa, reduce da 2 sconfitte esterne consecutive, costretto a rinunciare a 3 pedine chiave : Borja Valero, Gonzalo Rodriguez e Ilicic, febbricitante dell’ultim’ora.

La Fiorentina, non in un gran momento, ma con le dfficoltà maggiori in trasferta e con un ruolino di marcia di tutto rispetto in casa, imbattuta da 9 turni, nonostante qualche passo falso.

4-2-3-1 per Sousa, con difesa rabberciata con Salcedo-Tomovic-Astori e Olivera. Vecino e Badelj a schermo centrale, Cristoforo più avanzato tra le linee (che non è nè Borja, nè Ilicic),. Il figlio d’arte Chiesa e Bernardeschi esterni e a supporto dell’unica punta Kalinic.

LA GARA

Il Napoli parte forte e si rende potenzialmente pericoloso in ben 5 occasioni

- sul lancio perfetto con le mani di Reina, Mertens si invola verso la porta e tarda di una frazione di secondo il passaggio ad Insigne, che si sarebbe presentato a tu per tu con Tatarusanu, ma viene colto in fuorigioco millimetrico

- poi è Hamsik a mancare l’aggancio decisivo per andare in porta su passaggio filtrante di Insigne

- è lo stesso Lorenzo a tirare 2 minuti dopo , impegnando severamente il portiere viola

- Mertens, servito da Marek, sceglie la finta, sbagliando, invece di tentare l’azione personale da buona posizione

- una perfetta azione in ripartenza si conclude con un tiro alto e fuori di Callejon da posizione congeniale sulla destra.

Qualche errore di misura e una Fiorentina in crescendo dopo i primi 10 minuti riescono a contenere la squadra azzurra, con i viola che ci provano con un tiro fuori di Vecino dal limite e un paio di cross dalla destra ben contenuti dalla difesa azzurra.

Il Napoli in un momento in cui la Fiorentina sembra in relativo controllo, la sblocca (dopo 2 cross di Ghoulam  pericolosi in area) con Insigne che, in leggera posizione di fuorigioco quando riceve la palla, si accentra e lascia partire un tiro a giro spettacolare, forte e preciso che si insacca nel sette. Proprio dalla posizione in cui 2 anni prima si giocò il crociato (Giustizia Divina del Dio Pallone).

Siamo al 25°, la difesa azzurra, perfetta con Chiriches e Albiol e un’ottima linea con Ghoulam e Hysaj, che si muove all’unisono, riuscendo ad arginare il tentativo di riprendere il risultato dei viola, mette più volte in fuorigioco Kalinic.

Ottimo il fraseggio degli azzurri a centrocampo, Diawara smista bene, Hamsik e Zielinski sempre pericolosi e precisi : sono 2 le occasionissime per il 2-0 degli azzurri.

- azione corale manovrata che libera Zielinski in area, ottimo il movimento a liberarsi per il tiro del polacco e conclusione non eccezionale da ottima posizione, con deviazione di Tatarusanu sui piedi di Mertens, che insacca da posizione di fuorigioco

- è lo stesso Mertens a poter mettere a segno la seconda rete, su assist filtrante di Hamsik, ma Tatarusanu riesce a chiudere lo specchio da distanza ravvicinata, deviando la conclusione.

I viola si facevano pericolosi con una conclusione di Kalinic sull’esterno della rete, dopo palla persa ingenuamente da Zielinski in mezzo al campo.

Il Napoli non solo non riesce a chiudere la gara, ma è vittima di 2 episodi nel finale di tempo che segneranno pesantemente la partita :

- infortunio muscolare per Chiriches, sino a quel momento il miglior in campo con Insigne e ingresso in campo di Maksimovic, che soffrirà parecchio nella ripresa.

- mancata espulsione di Kalinic da parte di Tagliavento, che non lo ammonisce per la seconda volta dopo un tuffo plateale in area. Errore che peserà come un macigno sulla gara.

Il tempo si chiude con il Napoli in vantaggio e autore di una frazione decisamente positiva, che poteva chiudersi con un punteggio più rassicurante (o comunque con la Fiorentina in 10).

La Fiorentina parte con buon piglio e Chiesa, che metterà sotto torchio Ghoulam per tutta la ripresa, impegna subito Reina con azione personale e tiro dalla destra.

Il Napoli risponde, ma un cross di Hamsik attraversa tutta l’area avversaria senza trovare Mertens e Callejon pronti alla deviazione.

Al 51° Maksimovic stende ingenuamente Kalinic, sbagliando il tempo dell’intervento, punizione dal limite, tira Bernardeschi, che trova la complice deviazione di Callejon in barriera che spiazza l’incolpevole Reina.

1-1 immeritato e tutto da rifare.

La viola, rinvigorita dal pari, ci prova in più occasioni con Bernardeschi e Chiesa sugli scudi, una parata di Reina e un paio di conclusioni di Chiesa dalla destra (con Ghoulam superato) mettono in apprensione la difesa azzurra, con Maksimovic un pò in difficoltà (ma che ribatte anche fortunosamente i tiri avversari).

Al 68° il Napoli va di nuovo in vantaggio : tutto merito di Mertens che ruba palla ad un poco reattivo Tomovic e con un tiro preciso sul secondo palo non lascia scampo a Tatarusanu. Impressionante e devastante Dries, che con caparbietà ruba la palla e con sorprendente velocità di esecuzione fulmina il portiere.

Non passano nemmeno 50 secondi e il Napoli concede il pareggio ai viola.

Zielinski insegue Bernardeschi per oltre 30 metri e gli concede la conclusione dai 35, senza fermarlo (nemmeno con un fallo tattico).

Il fantasista viola purtroppo azzecca il tiro della vita e Reina si fa sorprendere dalla lunga distanza, sfiorando solo il bolide, che si insacca toccando terra e poi il palo interno alla sua sinistra. Un eurogol, sul quale Reina avrebbe potuto fare meglio, forse.

La partita è vibrante negli ultimi 20, può succedere di tutto e succede di tutto.

Il fato ha voluto che il gol del pari arrivi subito dopo quello del vantaggio e soprattutto prima della sostituzione di Allan per Zielinski, proprio colui che si fa sfuggire Bernardeschi e che era prossimo ad uscire dal campo.

Una “Sliding Doors”.

Entrano Allan per Zielinski, Sanchez per Badelj e Zarate per Cristoforo.

All’82° Hamsik, ormai stanco (parecchi gli errori di misura nella ripresa, soprattutto nel finale) perde banalmente la palla in mezzo al campo, con la sfera che arriva a Bernardeschi, il quale pesca il Jolly con un lancio perfetto e calibrato per Zarate.

L’argentino si inserisce in velocità tra Maksimovic e Ghoulam (che non chiude la diagonale) e, come fece Defrel al San Paolo, calcia al volo di prima intenzione sull’ottimo lancio del compagno e batte inesorabilmente Reina.

3-2 viola a 10 dal termine.

Sarri inserisce Gabbiadini per uno stanco e poco concreto Diawara e proprio Manolo segna il definitivo 3-3 per un rigore procuratosi abilmente e furbescamente da Mertens.

Glaciale su dischetto l’imperturbabile Manolo trasforma “di giustezza” con un rasoterra alla destra del portiere.

Una gara che ha visto un buon Napoli in costruzione e attento in difesa nel primo tempo, segnata da errori arbitrali (uno contrario decisivo, ma anche favorevoli per il pari raggiunto allo scadere) e dalla solita svagatezza difensiva in alcuni momenti topici della gara, che si ripropone con imbarazzante continuità da inizio stagione e che ci costringe al 5° pareggio in Campionato.

Senza presunzione e paragoni sono proprio quei 5 pareggi che fanno la differenza tra noi e la capolista, tutti ottenuti a causa di nostri errori difensivi e almeno 3 condizionati anche da decisioni arbitrali avverse.

A Pescara un primo tempo scellerato e un rigore concesso e poi negato da Rocchi (quarto uomo) ci ha costretti al 2-2.

Una prestazione non brillante a Genova e 2 rigori netti non concessi agli azzurri hanno detrminato lo 0-0.

Con Lazio e Sassuolo errori difensivi stupidi ci hanno bloccato sull’1-1 in entrambe le circostanze.

Ieri i soliti svarioni difensivi e Tagliavento hanno inciso sul 3-3 finale.

Il Napoli, poco aiutato dagli arbitri (anzi danneggiato in almeno 3 occasioni) e da se stesso, ha raccolto (come riferito giustamente da Sarri in conferenza post gara) molti meno punti rispetto alla brillantezza del gioco mostrato.

Prendere 21 reti in 18 giornate penalizza classifica e squadra inesorabilmente. Numeri difensivi certo non da primi della classe.

Quelli dei gol segnati invece, ben 40 (miglior attacco della A), certificano la validità del gioco e le potenzialità della squadra, che lasciano un senso di ottimismo e di rosee prospettive.

Con il recupero di Milik e l’acquisto di una punta come Pavoletti nulla ci sarà precluso.

Un buon anno calcistico a tutti e mille grazie ai lettori, sempre più assidui, di Torrenapoli.

#FNS

 

 
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1 Comment  comments 

One Response

  1. enrigo

    Perfetta sintesi, dimentichi solo la migliore occasione del secondo tempo, capitata sui piedi di Mertens e salvata sulla linea da Olivera…

    Ci sarebbe da interrogarsi sul crollo del nostro centrocampo nel secondo tempo (con probabilmente la peggiore prestazione di Diawara, che non azzecca un intervento, non recupera mai un pallone, insegue vanamente ogni centrocampista viola senza mai prenderne uno, e sbaglia anche in fase di impostazione), forse si poteva osare un mezzo tempo di riposo per il capitano (che già a mio avviso aveva sbagliato molto col Torino, non risultando mai decisivo) in favore magari di Rog (Allan lo vedo assai involuto quest’anno).

    Buone feste!

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