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LA PEPERONATA è SERVITA : NAPOLI-ROMA 1-0…si spera ancora

L’imperativo categorico era vincere per continuare a sperare nel 2° posto, che ad oggi rappresenta un punto di svolta fondamentale per questa stagione e soprattutto per la prossima, evitando il drammatico preliminare di agosto e ancor peggio il ritiro anticipato di luglio, che ci farebbe trovare cotti prima del tempo nell’anno in cui DeLa ha finalmente deciso (parole sue) di puntare in alto.

L’avversario non era quello per il quale si dovevano trovare stimoli particolari, contro i giallorossi a questo punto gli stimoli vengono da soli, senza bisogno di additivi e cariche di sorta.

La Roma rappresentava e rappresenta l’avversario clou degli azzurri quest’anno e ce ne fossero di avversari così tutti i giorni, non solo per il risultato del S.paolo, ottenuto a stento e per il rotto della cuffia dopo il roboante 3-0 in Coppa Italia, ma perchè ci ha consentito di vincere anche non giocando bene, sbagliando molto sottoporta (tra ieri e il ritorno in Coppa la Roma ha avuto almeno 10 palle gol nitide non sfruttate) e rivelandosi avversario deale per gli azzurri.

La vittoria della disperazione ???..direi di no…forse più la vittoria dell’ultima spiaggia, quella a cui siamo arrivati per non aver battuto un nugolo di avversari più che alla nostra portata. E’ inutile elencarli tutti, ma se avessimo ottenuto solo la metà dei punti persi scelleratamente, la Roma oggi l’avremo potuta vedere come un puntino nello specchietto retrovisore ed invece ci troviamo ad inseguire a 3 punti, che virtualmente sono 6 e sono ancora tanti.

Gioire per la soddisfazione di battere i giallorossi è più uno stato d’animo momentaneo, un orgasmo da botta e via, che una vera e propria soddisfazione, quella che vi sarà se realmente riusciremo a superarli, perchè a pari punti (come ci hanno ricordato quasi tutta la totalità dei giornalisti e opinionisti non partenopei dopo la gara di ieri) arrivare a pari punti (eventualità rara) darebbe ai giallorossi la medaglia d’argento.

La gara di ieri ci ha mostrato una Roma in palla, nonostante le assenze (fuori Totti, De Rossi, Balzaretti, Dodò per infortunio, Torosidis e Destro per scelta tecnica e poi anche Strootman dopo 10 minuti di gara), e un Napoli un pò giù di corda, non al top dal punto di vista fisico in parecchi dei suoi uomi. Giustificati Maggio e Ghoulam, che giocano sempre, così come il maratoneta Callejon, autore dell’ennesimo gol fondamentale, pur in un momento in cui la batteria era scarica e la benzina terminata, anche Higuain ha sprintato meno del solito, per non parlare di Hamsik, al quale manca poco per diventare un caso clinico.

E dire che ci siamo ritrovati a giocare con la coppia dei duellanti Inler-Dzemaili, “nemici” e scompagni a morte durante tutta la settimana precedente al match, a causa delle dichiarazioni poco felici dei rispettivi Agenti e che il destino beffardo ha messo insieme, con Jorginho out improvvisamente per un attacco influenzale e Berahmi vittima di una botta al ginocchio.

Proprio la strana coppia di svizzeri era la meno indicata e la meno efficace per affrontare i giallorossi, coppia che garantiva poca copertura e poche geometrie, come visto in campo tra l’altro, e che aveva tutt’altro che entusiasmato nei precedenti incontri (poche per fortune le circostanze, tra le quali Sassuolo e Parma al S.Paolo).
Eppure  la fortuna, quella che ci era mancata all’andata all’Olimpico, stavolta ci ha assistito, grazie anche alle parate di un super Reina, che ci ha consentito di non capitolare almeno in 3 occasioni (paratoni su Gervinho, Bastos e Maicon) prima del gol del vantaggio azzurro, arrivato a pochi minuti dalla fine, quando non perdere già era un risultato non scontato.

Benitez si è ritrovato nella seconda frazione di gioco a subire l’avversario e a giocare, clamorosamente, all’italiana, difesa e contropiede :

in molti hanno parlato, azzardando, di mossa tattica, ma è stato il campo in realtà a stabilire l’ordine naturale delle cose, come spesso accade, con gli azzurri, a corto di energie, che hanno dovuto subire per lunghi tratti il palleggio avversario (non a caso il possesso palla è stato il più basso di sempre per la squadra di benitez, intorno al 37%) e con Benitez che è stato costretto a sostituire uno spento Dzemaili (ai limiti del disastroso), alla luce della ribalta per la bellezza delle sue recenti fiamme e non certo per il suo rendimento stagionale ed il fantasma Hamsik con Insigne, con lo slovacco ancora una volta inconcludente e lontano parente di quello ammirato per anni al S.Paolo.

Pur non facendo sfracelli Henrique ha contribuito a dare un pò di solidità al centrocampo e con quella sua somiglianza con il Messia, ha portato anche il miracoloso vantaggio di Callejòn, che si è materializzato quando tutto lasciava presagire una serata con anime e spirito ben diversi di quelli con cui ci ritroviamo oggi a commentare la gara.

Insomma 3 punti fondamentali, che mantengono accese le flebili speranze di raggiungere e sorpassare i giallorossi, dando un senso diverso alla prima stagione di Benitez, che in caso di secondo posto, sarà non positiva, ma trionfale !!!

 

 
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2 Comments  comments 

2 Responses

  1. Carlo Torre

    E le mie coronarie? Chi risarcisce i danni subìti nel frattempo dalle mie coronarie? :)

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